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Meloni a Niscemi: Nessun Replica del 1997, Intervento Rapido Garantito dalla Premier

Palermo, 28 gennaio 2026 – Giorgia Meloni torna in Sicilia nei prossimi giorni, confermando un legame sempre più stretto con l’isola. La presidente del Consiglio farà tappa a Catania, probabilmente giovedì 30 gennaio. L’agenda è ancora segreta, ma dovrebbe affrontare temi caldi come l’emergenza migranti, le infrastrutture e lo sviluppo economico del Sud.

Sicilia, crocevia del Mediterraneo

Da qualche giorno circolava la voce negli ambienti politici siciliani. Alcuni esponenti di Fratelli d’Italia avevano anticipato che Meloni avrebbe scelto l’isola per rilanciare alcune priorità del governo. “Qui si guarda ai problemi reali, non agli slogan,” ha detto ieri sera Giuseppe Lombardo, consigliere regionale. Il programma resta comunque top secret: solo domani pomeriggio la Prefettura svelerà orari e luoghi.

Ma il valore simbolico della visita è chiaro: Meloni era stata in Sicilia già lo scorso ottobre, poco dopo le violente mareggiate che avevano colpito la costa orientale. Allora aveva parlato di “vicinanza concreta” ai territori danneggiati e promesso interventi mirati.

Migranti e infrastrutture, il cuore della missione

L’emergenza migranti è ancora una questione delicata. Nei primi venti giorni del 2026 sono sbarcate sulle coste siciliane oltre 3.200 persone, soprattutto tra Lampedusa e Pozzallo, secondo i dati del Viminale. A dicembre il governo aveva annunciato un potenziamento dei presidi sanitari nei porti e nuove strutture di accoglienza a Trapani e Siracusa. In quell’occasione la premier aveva assicurato: “Non lasceremo sola la Sicilia davanti all’ondata di arrivi”.

Durante la visita, secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, Meloni incontrerà sindaci, amministratori locali e i vertici delle forze dell’ordine impegnati sul territorio. È previsto anche un sopralluogo al cantiere per il raddoppio ferroviario Catania-Messina, uno dei progetti prioritari del PNRR regionale. “Servono infrastrutture vere, tempi certi e investimenti sotto controllo,” aveva sottolineato in autunno il presidente della Regione Renato Schifani.

Reazioni dai partiti e dalla società civile

Dal fronte dell’opposizione non mancano le critiche. Antonella Milazzo, capogruppo del PD all’Assemblea Regionale, ha commentato questa mattina: “Aspettiamo fatti concreti sulle risorse per il Sud, non passerelle”. I movimenti civici dell’area etnea hanno annunciato per giovedì mattina un presidio davanti alla Prefettura: la paura diffusa è che i problemi su lavoro e trasporti restino senza risposta.

Sul versante economico invece si guarda con interesse ai nuovi fondi europei e al rilancio delle Zone Economiche Speciali. “Ma servono regole chiare, non promesse,” ha detto Rosario Vitale, presidente di Confindustria Catania.

Una Sicilia sempre più al centro

Quella di questa settimana sarà la terza visita della premier sull’isola dall’inizio della legislatura. A dicembre 2024 era stata a Palermo per inaugurare un centro per minori stranieri non accompagnati; a luglio scorso aveva partecipato all’avvio dei lavori della nuova diga Garcia in provincia di Trapani. Ogni tappa ha raccolto grande attenzione mediatica e stretto confronto con le amministrazioni locali.

Dietro le quinte i parlamentari della maggioranza parlano di una “nuova centralità” della Sicilia negli equilibri di Palazzo Chigi. “Se la premier torna così spesso vuol dire che qui si gioca una partita nazionale,” confida un deputato centrista che preferisce restare anonimo.

Nei prossimi giorni si capirà davvero quanto pesano gli impegni annunciati. L’attenzione resta alta anche per possibili novità su fondi per infrastrutture e politiche occupazionali dedicate alla Sicilia. Solo allora si vedrà se saranno risposte concrete o solo parole di circostanza.

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