Napoli, 28 gennaio 2026 – Ieri sera, lunedì 27 gennaio, il Teatro Mediterraneo di Napoli si è acceso con le note di Astor Piazzolla, Ennio Morricone e Nino Rota. La serata, un omaggio promosso dalla Orchestra Scarlatti, ha richiamato circa seicento persone, pronte a lasciarsi trasportare da un programma costruito sulle melodie di questi tre giganti della musica. Un viaggio che ha attraversato colonne sonore, tango e brani che hanno segnato l’immaginario collettivo.
La Scarlatti celebra i grandi maestri
«Ci è sembrato naturale rendere omaggio a chi ha portato la musica italiana e internazionale nel mondo», ha spiegato Gaetano Russo, direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti, poco prima dell’inizio. Nel foyer si sentiva un brusio carico di attesa mentre i primi spettatori trovavano posto in sala. Sul palco, i leggii attendevano gli spartiti dei pezzi più celebri del Novecento.
Il concerto è partito poco dopo le 21:15 con alcune pagine di Piazzolla. “Libertango” ha subito scaldato l’atmosfera, seguita da “Oblivion”. Le interpretazioni hanno colpito per la loro intensità e passione. «Si sentiva tutta l’anima che attraversa questi brani», ha raccontato Valentina Coppola, tra il pubblico, al termine. Gli applausi non hanno dato tregua, rompendo anche le pause tra i movimenti.
Rota e Morricone: le colonne sonore che ci appartengono
La seconda parte ha preso vita con la musica di Nino Rota, protagonista con la suite da “Il Padrino” e “Amarcord”. L’orchestra, un mix di giovani talenti e musicisti esperti, ha proposto arrangiamenti fedeli agli originali ma con qualche incursione solista, come il clarinetto nella celebre “Parla più piano”. Le immagini dei film sembravano rivivere nella mente degli ascoltatori, molti dei quali si sono concessi timidi canticchiamenti.
Non poteva mancare un ricordo a Ennio Morricone, scomparso nel 2020 ma sempre vivo nel cuore degli appassionati. Da “Nuovo Cinema Paradiso” a “C’era una volta in America”, le sue melodie hanno tessuto il filo della serata, affidate ora agli archi, ora alla tromba. «Ogni volta che sento ‘Gabriel’s Oboe’ mi emoziono», ha confessato Michele Di Lorenzo, pensionato habitué della Scarlatti. «Non è solo musica: è parte della nostra vita».
Un pubblico vario tra giovani e famiglie
Tra le poltrone del Teatro Mediterraneo c’erano studenti del Conservatorio insieme a famiglie e appassionati di lunga data. C’è chi era lì per scoprire Piazzolla; chi attendeva soprattutto i temi morriconiani. Il biglietto d’ingresso, fissato a 18 euro, ha facilitato la presenza anche tra i più giovani.
«Ho voluto portare mio figlio di dieci anni per fargli sentire questa musica dal vivo», ha raccontato Anna Verdi all’uscita. «Con il telefonino magari ascolta altro, ma queste melodie rimangono». Il direttore Russo, salutando il pubblico poco prima delle 23, ha ringraziato tutti: «Serve avere appuntamenti così. Le nuove generazioni devono conoscere questi capolavori».
Tradizione e novità nel calendario della Scarlatti
L’Orchestra Scarlatti propone da tempo – durante l’inverno napoletano – una serie di concerti dedicati ai grandi autori del Novecento. Quest’anno il focus è stato sulle musiche per il cinema tra Italia e Sudamerica. Non solo nostalgia: l’orchestra ha voluto mostrare come queste sonorità parlino ancora oggi.
Gli organizzatori annunciano altre due date simili nei prossimi mesi. Russo anticipa nuovi omaggi: «Vogliamo portare avanti questa idea. Rota e Morricone insieme a Piazzolla non sono solo passato: sono un ponte verso il futuro».
A fine serata molti si sono fermati nella hall per qualche parola o una foto con i musicisti. E c’era chi – uscendo nel vento freddo del lungomare – già chiedeva quando sarebbe stato il prossimo appuntamento. Segno che la città continua a parlare attraverso la sua grande musica.





