Milano, 28 gennaio 2026 – Si apre con un primo passo concreto l’Olimpiade Culturale Milano Cortina: un accordo di coproduzione tra Tsv Veneto, Irlanda e Croazia che punta a far dialogare sport e cultura in vista dei Giochi invernali. L’intesa è stata ufficializzata oggi a Palazzo Marino, nel cuore di Milano, durante una conferenza stampa alle 11.30. In sala, tra gli altri, il direttore di Tsv Veneto, Lucia Bressan, la coordinatrice irlandese Fiona O’Donnell e il suo collega croato Ivan Vuković.
Una rete europea per la cultura
L’intesa prevede una serie di eventi teatrali, installazioni e laboratori che accompagneranno le settimane dei Giochi, da febbraio a fine marzo 2026. L’idea è chiara: far emergere i talenti locali e mettere a confronto linguaggi artistici diversi. “Non vogliamo solo spostare spettacoli da una città all’altra”, ha detto Lucia Bressan ai giornalisti sotto gli affreschi della Sala Alessi. “L’obiettivo è creare momenti in cui giovani attori e artisti lavorino fianco a fianco, scambiandosi esperienze e modi di fare.”
I primi appuntamenti sono già fissati. Tra febbraio e marzo sono attesi almeno tre debutti originali: una produzione corale in inglese su testi di Samuel Beckett, con compagnie italiane e irlandesi insieme; un laboratorio itinerante dedicato al racconto popolare croato; e una mostra di videoarte sul tema delle “nuove identità” europee, curata da giovani under 35 scelti dai Paesi coinvolti.
Fondi, luoghi e prime impressioni
Il progetto riceve il sostegno del Ministero della Cultura italiano e degli enti culturali di Irlanda e Croazia. Il budget complessivo supera i 900 mila euro, distribuiti tra produzioni, ospitalità degli artisti e comunicazione. I fondi saranno assegnati entro la prima settimana di febbraio. Gli eventi si svolgeranno tra il Teatro Stabile del Veneto (Padova e Venezia), il Teatro Nazionale Croato di Zagabria e il Samuel Beckett Theatre di Dublino.
La notizia ha catturato l’interesse degli addetti ai lavori. “Da tempo aspettavamo più dialogo internazionale”, ha commentato Giuseppe Vianello, regista veneziano con esperienza tra Italia e Irlanda. “Questa formula dà spazio anche ai progetti meno commerciali”. Fiona O’Donnell conferma: “Per molti nostri artisti sarà la prima volta fuori dall’Irlanda. Un’occasione importante per mettersi alla prova.”
La sfida dell’Olimpiade culturale
Milano Cortina 2026 segna la prima vera Olimpiade culturale italiana dopo Torino 2006. Il modello si ispira a eventi internazionali come Londra 2012 e prevede un calendario fitto accanto alle gare sportive. Oltre alla coproduzione tra Veneto, Irlanda e Croazia, sono previsti progetti con Francia, Germania e Canada. Ma non sarà facile: la commissione del Comune di Milano, guidata da Elisabetta Ravagnan, deve gestire in poche settimane spazi, date e le inevitabili difficoltà organizzative.
“Nessuno sottovaluta le difficoltà”, ha ammesso Ivan Vuković durante l’incontro odierno. “I tempi sono stretti ma c’è grande entusiasmo. Abbiamo formato un gruppo operativo che lavorerà sia sul posto sia online.” Dalla Farnesina è arrivato un messaggio chiaro: “La cultura è il terreno su cui si gioca la partita dell’identità europea”, ha detto un funzionario del Ministero presente in sala, sottolineando l’importanza della collaborazione internazionale.
Un’occasione per il territorio
A livello locale l’impatto dovrebbe essere importante. Gli organizzatori non puntano solo ai teatri storici – come il Goldoni di Venezia o il Verdi di Padova – ma anche a spazi meno convenzionali: ex magazzini, piazze periferiche, centri sociali. Una scelta pensata per coinvolgere quartieri spesso trascurati dalle grandi rassegne culturali. “Non vogliamo soltanto eventi per pochi spettatori selezionati”, ha aggiunto Lucia Bressan. “Ma anche momenti aperti alla cittadinanza nei quartieri, magari all’aperto se il tempo lo permette.”
Le aspettative sul fronte internazionale sono alte. In Croazia si guarda all’iniziativa come a un modo per rafforzare i legami post-pandemia; in Irlanda si lega al programma Youth Theatre Europe. Solo nelle prossime settimane capiremo se tutto questo si tradurrà in partecipazione reale del pubblico. Per ora sul tavolo ci sono almeno venti appuntamenti ufficiali tra spettacoli e incontri pubblici nei due mesi centrali dell’Olimpiade Culturale.
La sfida resta aperta: con questa coproduzione a tre si gettano le basi per un nuovo modo di fare cultura insieme tra territori europei.




