Roma, 24 gennaio 2026 – Nel primo pomeriggio di oggi, poco dopo le 15, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata alla sede della Protezione civile in via Vitorchiano, nel nord di Roma. L’appuntamento era per una riunione urgente sul bilancio dei danni causati dal maltempo che da settimane sta flagellando molte regioni italiane. L’incontro, atteso e richiesto a gran voce dalle amministrazioni locali più colpite da piogge e frane, ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti istituzionali coinvolti nella gestione dell’emergenza.
Maltempo, il nodo da sciogliere subito
Nella sala operativa, tra cartine e rapporti freschi di aggiornamento mattutino, i dati delle ultime ore confermavano una situazione tutt’altro che risolta. La Protezione civile parlava di oltre 800 interventi in corso in varie zone – dal Piemonte fino alla Calabria – con particolare attenzione a Liguria, Emilia-Romagna e Marche. Il capo dipartimento Fabrizio Curcio ha sintetizzato l’urgenza: “Bisogna mettere in sicurezza i centri abitati e riaprire le vie bloccate. Ci sono paesi piccoli isolati del tutto e famiglie ancora in attesa di aiuto”, ha detto ai giornalisti poco prima dell’arrivo della premier.
Con Meloni erano presenti anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il titolare delle Infrastrutture Matteo Salvini e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Nessun invito ufficiale ai presidenti delle regioni più colpite; tuttavia, un collegamento diretto con le prefetture di Genova, Bologna e Ancona ha permesso agli esperti locali di fornire aggiornamenti in tempo reale.
I danni sotto la lente
La riunione è durata circa due ore, secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi. È stato tracciato un primo quadro dei danni: si parla di oltre 200 milioni di euro solo per le strade danneggiate, almeno 50 scuole chiuse temporaneamente per motivi di sicurezza e gravi problemi anche alle reti idriche ed elettriche. La premier Meloni ha insistito sulla necessità di un censimento rapido delle priorità: “Servono tempi certi per i ristori a famiglie e imprese”, avrebbe sottolineato durante l’incontro. A Palazzo Chigi circola l’idea di convocare a breve un Consiglio dei ministri straordinario dedicato agli stanziamenti urgenti.
A margine è stata confermata la disponibilità del Fondo nazionale per le emergenze, attivato lo scorso novembre ma ormai giudicato insufficiente dagli enti locali. “La situazione richiede uno sforzo comune e un controllo immediato sulle risorse disponibili”, ha ammesso il ministro Salvini, visibilmente preoccupato per i collegamenti sull’Appennino messi a dura prova.
Le amministrazioni locali spingono sull’acceleratore
Mentre a Roma si discuteva su numeri e procedure, dai territori è arrivata una richiesta unanime di fare presto. Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha dichiarato: “Stiamo affrontando frane e allagamenti senza precedenti negli ultimi anni. Il Governo ci ascolti davvero ma servono azioni rapide”. Parole simili sono arrivate dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che ha chiesto maggiore attenzione anche alla manutenzione dei corsi d’acqua secondari: “La prevenzione spesso resta solo sulla carta – ha detto – ma i cambiamenti climatici portano rischi sempre nuovi”.
Secondo la Protezione civile regionale, nella notte tra martedì e mercoledì sono state evacuate circa 1.300 persone dalle zone a rischio idrogeologico. Un numero in crescita costante: solo nell’area di Ancona 19 famiglie hanno passato la notte in strutture di accoglienza.
Che succede ora? Monitoraggio senza sosta
Alla fine della riunione non sono stati forniti numeri definitivi: le stime restano parziali e vengono aggiornate “di ora in ora”, come hanno ribadito sia Curcio sia gli altri tecnici presenti. Lasciando la Protezione civile oltre le 17, la premier Meloni si è limitata a un commento breve ma chiaro: “Stiamo lavorando senza sosta per garantire assistenza immediata e interventi strutturali dove serve”. Nessuna data precisa sui decreti ristoro, ma tra i funzionari si respira ottimismo: entro una settimana potrebbe arrivare la prima risposta concreta del Governo.
Intanto restano attivi i numeri verdi regionali per le segnalazioni dei cittadini. Le squadre tecniche e i volontari continuano a lavorare sul campo incessantemente: “Ci chiamano anche durante la notte – ha confidato un operatore –, c’è chi teme nuovi smottamenti appena riprende a piovere”.
In questo clima teso e incerto la politica cerca di accelerare. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se le risorse messe sul tavolo basteranno ad affrontare l’ennesima emergenza maltempo che attraversa il Paese.





