Roma, 24 gennaio 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato questa mattina una riunione alla Protezione civile di via Vitorchiano per fare il punto sui danni provocati dal maltempo che nelle ultime settimane ha flagellato ampie zone del Paese. L’incontro, iniziato intorno alle 9.30, ha visto la partecipazione del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, del capo dipartimento Fabrizio Curcio e dei rappresentanti delle regioni più colpite, tra cui Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
Stato di emergenza e primo bilancio dei danni
La riunione si è concentrata soprattutto sulla necessità di interventi immediati e sulla possibile dichiarazione di un nuovo stato di emergenza nazionale per le aree più disastrate. Dai dati forniti dalla Protezione civile emerge un quadro pesante: le piogge intense e le piene dei fiumi hanno causato frane, allagamenti e interruzioni sulle strade, con danni diffusi sia alle infrastrutture pubbliche che alle abitazioni private, in particolare nelle province di Firenze e Forlì-Cesena.
Entrando nella sala operativa, Musumeci ha spiegato che “la situazione è ancora in evoluzione, ma l’impatto sulle comunità locali è grave. Il governo sta valutando tutte le richieste arrivate dalle regioni”. Una delle priorità più urgenti resta mettere in sicurezza scuole e ospedali. “Serve tornare al più presto a garantire i servizi essenziali e offrire assistenza alle famiglie evacuate”, ha sottolineato Curcio.
Le istituzioni locali alzano la voce
Durante la riunione sono intervenuti i presidenti delle regioni coinvolte che hanno raccontato le difficoltà sul campo. Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, ha chiesto “interventi veloci per riparare ponti e argini danneggiati”, ricordando che in alcune zone la situazione è ancora critica. “Solo ieri sera abbiamo evacuato una frazione nel comune di Lugo a causa di una nuova esondazione del Senio”, ha aggiunto Bonaccini.
Anche il presidente della Toscana Eugenio Giani ha rilanciato l’urgenza di fondi straordinari per affrontare le spese più pressanti. “Decine di aziende agricole hanno perso raccolti e macchinari”, ha detto Giani, “mentre i danni agli edifici pubblici rischiano di bloccare intere aree rurali”. Dall’Abruzzo arrivano richieste simili, soprattutto per la Marsica, dove molti paesi restano isolati.
Il governo spinge per una risposta rapida
La presidente Meloni, che ha ascoltato attentamente i rapporti tecnici seduta in fondo al tavolo, ha chiesto un resoconto preciso degli interventi fatti nelle ultime 48 ore. Secondo fonti vicine alla premier, Meloni avrebbe insistito sulla necessità di coordinare meglio le risorse tra Stato e Regioni, così da accelerare la risposta all’emergenza. Alla fine dell’incontro ha ringraziato il personale impegnato nei soccorsi: “La macchina dei soccorsi non si è mai fermata. Ora serve uno sforzo comune per dare risposte certe ai cittadini che hanno subito perdite”.
Tra le misure sul tavolo c’è anche la possibilità di usare il Fondo per le emergenze nazionali e un aggiornamento sulle pratiche assicurative rivolte agli enti locali. Curcio ha anticipato che entro lunedì sarà pronta una mappa aggiornata delle criticità più gravi.
Nuove piogge in arrivo: la preoccupazione cresce
La situazione resta molto delicata. Per domani sono previste nuove piogge sul centro Italia: nel primo pomeriggio la Protezione civile ha emesso un avviso di allerta arancione lungo tutta la fascia tirrenica. Si teme che questo nuovo peggioramento possa peggiorare ulteriormente le condizioni già difficili tra Grosseto e Roma.
Nel frattempo il governo sta preparando un decreto urgente con risorse destinate ai primi interventi. “Abbiamo raccolto gli elementi necessari per agire subito”, ha detto Musumeci al termine della riunione. Le opposizioni chiedono trasparenza nella distribuzione dei fondi e tempi rapidi nei rimborsi. I sindaci – molti collegati in videoconferenza – hanno ribadito l’importanza di non lasciare sole le comunità colpite.
Solo nei prossimi giorni – spiegano fonti della Protezione civile – si potrà avere un quadro preciso dei danni causati dal maltempo di gennaio. Intanto restano attivi circa 1.200 volontari su tutto il territorio nazionale, impegnati a riportare condizioni minime di vivibilità nei comuni più danneggiati.





