“Malattia del cervo zombie”, casi in aumento: di cosa si tratta e perché fa così paura

Più di 800 casi stimati. Preoccupa non poco l’espansione della malattia del cervo zombie, che può passare anche agli umani.

C’è preoccupazione per una minaccia che potrebbe essere un grande, enorme, pericolo per la fauna selvatica: la Malattia del Cervo Zombie. Questo termine inquietante si riferisce a una malattia neurologica che colpisce cervi, alci e altri cervidi, causando sintomi aberranti e comportamenti fuori dal comune, spesso portando alla morte dell’animale colpito. Ecco di cosa si tratta.

Malattia del cervo zombie
Cos’è la malattia del cervo zombie? – (arabonormannaunesco.it)

La Malattia del Cervo Zombie, scientificamente nota come “Chronic Wasting Disease” (CWD), scoperta per la prima volta negli USA negli anni ’60 e diffusa in varie regioni del Nord America. Tuttavia, solo di recente è stata segnalata in Europa, con casi confermati in Norvegia, Svezia e ora anche in Italia.

I cervi affetti da questa malattia mostrano sintomi caratteristici, tra cui emaciazione, comportamenti strani e confusi, perdita di paura degli esseri umani e incapacità di coordinare i movimenti. Questi segni indicano un deterioramento del cervello e del sistema nervoso centrale, portando alla morte dell’animale in un periodo di tempo relativamente breve.

L’emergere della Malattia del Cervo Zombie in Italia solleva serie preoccupazioni per la fauna selvatica e l’ecosistema circostante. Poiché questa malattia è altamente contagiosa tra i cervi e può sopravvivere nell’ambiente per lunghi periodi, c’è il rischio che si diffonda rapidamente, causando devastanti effetti sulla popolazione di cervi e sull’equilibrio ecologico.

Inoltre, esistono anche preoccupazioni per la trasmissione della malattia ad altre specie selvatiche, compresi animali predatori come lupi e volpi, e potenzialmente anche al bestiame domestico. Questo potrebbe avere gravi conseguenze per l’agricoltura e la salute pubblica, poiché la malattia può essere trasmessa agli esseri umani attraverso il consumo di carne infetta.

Grande preoccupazione per la malattia del cervo zombie

Di fronte a questa minaccia emergente, le autorità italiane stanno prendendo misure decisive per monitorare e contenere la diffusione della Malattia del Cervo Zombie. Queste azioni includono il potenziamento della sorveglianza della fauna selvatica, la raccolta di campioni per analisi di laboratorio e la sensibilizzazione degli agricoltori, dei cacciatori e del pubblico in generale sui rischi associati alla malattia.

Malattia del cervo zombie
Grande preoccupazione per la diffusione della malattia del cervo zombie – (arabonormannaunesco.it)

Al momento, va detto, i casi segnalati sono tutti negli Stati Uniti, in circa 30 Stati. Situazione molto preoccupante in Wyoming, dove le autorità hanno segnalato ben 800 casi. Preoccupazione alta perché la malattia è letale al 100%, non esistono cure e si può trasmettere all’uomo. 

Tra i sintomi più impressionanti vi sono sbavare in modo intenso, andatura claudicante con ripetuti inciampi, sguardo perso, disorientamento e letargia. Da qui l’associazione agli zombie. I rischi ci sono: sia per il consumo di carne infetta, sia per il facile contatto tra cervi e uomini, in particolare cacciatori. A preoccupare gli esperti vi è il fatto che i prioni della malattia del cervo zombie sono in grado di persistere nell’ambiente per anni, resistendo ai tradizionali metodi di disinfezione come la formaldeide, le radiazioni e l’incenerimento a temperature estreme.

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