La grave malattia cronica che tutti temono: scoperti nuovi fattori di rischio

Una malattia cronica che interessa sempre più persone ha dei fattori di rischio ben precisi, che ora conosciamo: quali sono e a cosa bisogna stare attenti.

La medicina oggi è cambiata e con lei l’aspettativa di vita, che ormai, nella maggior parte dei casi e sotto il profilo statistico, è più alta rispetto a quanto non fosse un tempo. Con la crescita dell’età media, va da sé che il sistema sanitario debba confrontarsi con sempre più malati cronici e che la nuova sfida riguardi proprio la loro gestione nel lungo periodo.

I fattori di rischio di un'importante patologia cronica
La malattia cronica causa tensione muscolare e dolori molto importanti – arabonormannaunesco.it

Tra le patologie più insidiose c’è la fibromialgia, una malattia reumatica che causa tensione nei muscoli, e quindi dolori, a volte lancinanti. Precisiamo che non si tratta di un disturbo legato a un vero e proprio affaticamento cronico, di cui lo stress può essere la causa e la depressione la conseguenza.

La malattia si nota soprattutto nel genere femminile, in particolare l’esordio può verificarsi tra i 20 e i 55 anni, con una particolare attenzione alle decadi 25-35 e 45-55 anni. La patologia si caratterizza all’esame obiettivo per dei punti di dolori ben precisi, collocati alla zona bassa schiena, sul collo e sulle spalle. Spesso, dato che la patologia è idiopatica, ci si è interrogati sui fattori di rischio che potrebbero causarla: ora abbiamo una risposta.

I fattori di rischio della fibromialgia: dall’obesità al fumo

Come per tutte le malattie, i fattori di rischio sono sia genetici, sia ambientali. Partendo dal primo gruppo, è bene sottolineare che la storia familiare è fondamentale per individuare la possibile insorgenza della fibromialgia. Laddove lo specialista riscontrasse, attraverso colloquio verbale, la presenza di diversi casi tra i parenti più o meno stretti – attenzione anche alle mancate diagnosi -, allora scatterebbe un campanello d’allarme in più.

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Le donne sono maggiormente colpite dalla fibromialgia rispetto agli uomini – arabonormannaunesco.it

Per quanto riguarda gli altri fattori di rischio, attenzione all’obesità e al fumo, ma anche a disturbi di salute mentale concomitanti e ad altri problemi reumatici che potrebbero condurre alla sintomatologia dolorosa.

La fibromialgia può anche insorgere dopo un trauma al cervello o al midollo spinale. Spesso è anche difficile che il paziente riferisca l’evento a un problema di natura traumatica. Recenti studi, inoltre, hanno posto l’accento sull’importanza del ruolo della dopamina: probabilmente contribuisce alla nascita dei sintomi dolorosi che si presentano nella fibromialgia.

In quest’ultimo caso, i suoi livelli si abbassano e il paziente inizia a stare male. Si tratta di una malattia subdola, per cui individuare tempestivamente le pratiche nocive e gli stili di vita da rispettare può essere fondamentale per rallentarne la progressione.

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