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Hayati Sumino incanta Roma: debutto al pianoforte il 13 gennaio alla Sapienza

Roma, 10 gennaio 2026 – Domenica 13 gennaio, alle 17.30, nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi della stagione dell’Istituzione Universitaria Concerti. Sul palco – il cuore pulsante della musica classica romana – si esibiranno giovani musicisti pronti a dare vita ad alcune delle pagine più celebri del repertorio cameristico. Una serata dove la tradizione si intreccia con la voglia di rinnovarsi. L’incontro, segnato in calendario da settimane, è uno dei momenti chiave del cartellone invernale dell’IUC.

Il cartellone invernale della IUC: tra storia e nuove promesse

L’Istituzione Universitaria Concerti, nata nel 1945 dalle macerie del secondo conflitto mondiale, continua ad attirare appassionati, studenti, docenti e semplici curiosi nella grande Aula Magna della Sapienza, a due passi dalla Città Universitaria. Nel tempo hanno calcato quel palco nomi di primo piano come Arthur Rubinstein, Sviatoslav Richter e Martha Argerich. Questa volta però sarà il turno delle nuove generazioni. La direzione artistica ha deciso di puntare sui talenti emergenti selezionati nei principali conservatori italiani. Gianni Maria Ferrini, responsabile della stagione, spiega: “Offriamo un palco vero a chi potrà essere protagonista domani. È il nostro modo per far crescere la musica classica nel Paese”.

Il programma del concerto – pubblicato da poco sul sito ufficiale – prevede brani di Beethoven, Schumann e una scelta di autori contemporanei, con particolare attenzione al Novecento italiano. Un mix di stili pensato anche per coinvolgere chi si avvicina ora a questo genere musicale.

Giovani musicisti tra aspettative e prove aperte

I protagonisti saranno dodici giovani strumentisti: tra loro la violinista milanese Emma Gualtieri (classe 2003), il violoncellista abruzzese Marco D’Alfonso e il pianista veneto Tommaso Lisanti, già vincitore a dicembre del Premio Casella. Le prove sono iniziate all’inizio della settimana nella sala del Conservatorio di Santa Cecilia. “Abbiamo lavorato fino a tardi”, racconta Lisanti. “C’è tensione, ma anche molta energia. Suonare alla Sapienza è qualcosa che non si dimentica”.

La selezione dei brani è frutto di una collaborazione tra IUC e i direttori delle principali scuole musicali italiane. Per questi giovani sarà la prima volta in un contesto così formale e prestigioso: avranno appena un’ora per lasciare il segno davanti a un pubblico spesso molto esigente.

Sapienza e musica: un legame antico che si rinnova

L’Aula Magna della Sapienza, con la sua acustica precisa e le poltrone rosse che fanno da cornice alle esibizioni, è uno degli spazi simbolo della musica classica in Italia. “Appena si accendono le luci sul palco l’atmosfera cambia subito”, racconta Ferrini durante i preparativi tecnici. Non è raro vedere tra il pubblico studenti con i libri ancora aperti o docenti arrivati dopo una lezione di storia romana. Qui la musica diventa esperienza condivisa.

La Sapienza offre anche momenti informali: all’uscita o nel piccolo bar allestito per l’occasione capita spesso di incrociare interpreti e spettatori che scambiano impressioni a caldo.

Biglietti, accessi e aspettative del pubblico

I biglietti per il concerto – acquistabili online o al botteghino dell’università fino a un’ora prima dell’inizio – stanno andando verso il tutto esaurito, dicono gli organizzatori. Il prezzo varia tra i 10 e i 15 euro, con sconti per studenti e under 25. L’ingresso sarà da Viale Regina Elena dalle 16.45; i controlli saranno rafforzati per garantire lo svolgimento regolare dell’evento.

In platea arriveranno non solo addetti ai lavori ma anche famiglie e semplici curiosi. “Ogni anno veniamo qui per ascoltare ragazzi che tra qualche tempo suoneranno nei teatri più importanti”, racconta Pietro, abbonato da più di vent’anni.

Il concerto di domenica alla Sapienza – grazie a una programmazione attenta ai giovani e all’unicità dell’Aula Magna – sembra destinato a confermare l’IUC come punto fermo della musica dal vivo a Roma. Ma dietro le quinte resta vivo il senso di una tradizione che si costruisce ogni giorno. Solo così questa serata diventa qualcosa di più di un semplice concerto: uno sguardo concreto sul futuro della musica italiana.

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