Guerra nucleare, Putin minaccia l’Occidente: annuncio shock

Il leader russo ancora una volta torna a minacciare l’occidente sulla possibilità di utilizzare armi non convenzionali

Le parole del viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, riguardo alle armi nucleari sono state oggetto di grande discussione nei paesi occidentali. Infatti secondo Ryabkov, l’Occidente ha adottato una politica di incertezza strategica e ambiguità nei confronti della Russia, rendendo difficile per Mosca prevedere le reazioni della NATO in diverse situazioni, comprese quelle che coinvolgono armi nucleari.

Le minacce nucleari di Putin – Arabonormasnnaunesco.it – Ansa foto

 

Si pensava ad una guerra lampo, ad una strategia di attacco veloce da parte dell’esercito di Putin invece è da poco passato il secondo anniversario dall’inizio delle ostilità tra Russia e Ucraina e non si intravede come possa avere termine la contesa tra le due nazioni. Il 18 per cento del territorio ucraino è attualmente occupato dalle truppe russe e più di 6,4 milioni di ucraini sono rifugiati e gli Stati occidentali della Nato sono sempre più coinvolti.

La paura del nucleare

A far salire tensione e paura sono bastate le recenti parole del viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, tornato a minacciare l’uso di armi non convenzionali di massa contro qualsiasi nazione dovesse minacciare a sua volta di utilizzarne contro la Russia, chiaro riferimento ad esempio all’ipotesi ventilata dal premier francese Emmanuel Macron di inviare truppe europee in Ucraina in caso di un cedimento dell’esercito di Kiev. Mosca farà di tutto per prevenire “uno scontro globale” rassicurano dal Cremlino, tuttavia, “non permetterà a nessuno di minacciarla” e manterrà attiva la prontezza operativa delle sue “forze strategiche”. In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Lorenzo Riggi di Geopolitica.info che ha spiegato la situazione del momento. “Sono parole a cui siamo abituati e vanno di pari passo all’impegno dell’Occidente per aiutare l’Ucraina. E’ un po’ un gioco delle parti evidentemente consolidato. Nulla di particolarmente nuovo o radicale“, ha provato a tranquillizzare l’esperto di geopolitica, “si è sempre ventilata una possibile reazione della Nato ad un attacco di Mosca con le armi nucleari. Non viceversa“.

Sul campo si continua a combattere – Arabponormannounesco.it – Ansa foto

 

La Cina come sede di un negoziato

“Non credo che vi sia un impegno reale della leadership russa ad arrivare ad un negoziato. Le parole arrivano dopo quattro giorni dall’offensiva di Kharkiv. Il momento è favorevole, per questo motivo non vi è quel tipo di interesse“, ha ancora specificato Riggi, “ma la situazione resta delicata anche sul campo di battaglia, perchè i russi spingono ovunque magari senza grandi successi. Diciamo che a Kharkiv l’obiettivo è quello di indebolire il fronte ucraino e non di riconquistare la città visto che è assolutamente complicato farlo“. E la guerra potrebbe andare avanti ancora a lungo, “vero, sia Ucraina che Russia in questo momento non hanno le capacità di condurre una guerra dinamica“, conclude Riggi.

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