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Furto nel ristorante colpito dal ciclone Harry: due arresti ad Agrigento nel rione San Leone

Agrigento, 26 gennaio 2026 – I carabinieri di Agrigento hanno fermato nella tarda serata di ieri, nel cuore del rione marinaro di San Leone, alcuni individui sospettati di attività legate al traffico di droga. L’operazione è scattata poco dopo le 22, all’incrocio tra via Nettuno e via delle Dune, zona molto frequentata da residenti e turisti.

Controlli mirati e indagini in corso

L’intervento non è stato casuale. Da settimane il quartiere San Leone era sotto osservazione, come confermato da fonti investigative locali. Molti residenti avevano notato un via vai strano nelle ore serali, movimenti che – a loro dire – non passavano inosservati. “C’era gente che non avevamo mai visto prima”, racconta una donna che abita al secondo piano di un condominio vicino alla rotonda principale.

Ieri sera una pattuglia in borghese ha notato due uomini e una donna seduti dentro un’utilitaria grigia, ferma col motore acceso vicino a un chiosco ormai chiuso da tempo. Dopo diversi minuti di appostamento, i militari si sono avvicinati per un controllo, chiedendo i documenti.

Il fermo e i primi accertamenti

L’identificazione è stata veloce. I carabinieri hanno portato i tre in caserma a Villaggio Mosè per approfondire gli accertamenti. La macchina risultava intestata a un uomo residente a Canicattì; l’auto è stata perquisita sul posto mentre proseguivano gli accertamenti sui fermati, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio.

“È stato un controllo di routine, reso necessario dalle segnalazioni dei cittadini”, spiega il capitano Giovanni Russo, comandante della Compagnia di Agrigento. Tuttavia, l’atteggiamento nervoso dei tre ha insospettito ancora di più i carabinieri, spingendoli a scavare più a fondo.

Ipotesi di spaccio e indagini sulle piazze locali

Al momento non è chiaro se i fermati siano davvero coinvolti nel traffico di stupefacenti. Non è stata trovata droga durante il controllo, ma sono stati sequestrati alcuni telefoni cellulari e una somma in contanti, divisa in banconote di piccolo taglio.

San Leone è nota soprattutto d’estate come meta della movida agrigentina. Negli ultimi anni però la zona si è trasformata anche in luogo dove si svolgono traffici meno puliti. “Non è la prima volta che vediamo macchine ferme qui a quest’ora”, racconta Salvo, titolare di una paninoteca poco distante. Da inizio gennaio, dice lui, la presenza dei militari si vede molto di più: “Controllano spesso anche le spiagge”.

Reazioni e clima nel quartiere

La notizia del fermo si è sparsa rapidamente tra gli abitanti di San Leone. Alcuni – soprattutto anziani che passano il pomeriggio nella piazza centrale – hanno accolto con sollievo l’intervento dei carabinieri. “Era ora che qualcuno facesse qualcosa”, commenta un pensionato seduto sulla panchina davanti al lungomare Falcone-Borsellino.

C’è però chi teme che la situazione possa peggiorare con la primavera, quando arrivano molti più visitatori. Diverse voci lamentano la mancanza di videosorveglianza nelle vie secondarie e una pubblica illuminazione insufficiente.

Gli sviluppi attesi nelle prossime ore

I tre sono stati trattenuti per alcune ore negli uffici dell’Arma e poi rilasciati in attesa delle decisioni della Procura. Le indagini proseguono: nei prossimi giorni verranno analizzati i telefoni sequestrati alla ricerca di contatti con reti di spaccio più estese nell’area agrigentina.

Dalla compagnia fanno sapere che i controlli nel quartiere marinaro continueranno a ritmo serrato nelle settimane a venire. Solo allora si capirà se quello della scorsa notte resta un episodio isolato o se indica problemi più profondi. Intanto a San Leone l’atmosfera resta tesa: c’è chi guarda dalla finestra e chi tira un sospiro di sollievo dopo le 22.

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