Roma, 15 febbraio 2026 – Questa mattina, poco dopo le 8, è stata installata una nuova centralina per il controllo satellitare all’interno del parco regionale dell’Appia Antica, nella zona sud della città. L’intervento, guidato dagli esperti dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio (Arpa Lazio), punta a potenziare il monitoraggio ambientale in un’area particolarmente delicata, sia per il suo valore naturalistico sia per la ricchezza di siti archeologici. Secondo quanto riferito dall’ente, l’obiettivo è integrare i dati raccolti dalle centraline a terra con quelli dei satelliti in orbita, per ottenere una mappatura più precisa e aggiornata dello stato di salute del territorio.
Un occhio elettronico sull’Appia Antica
La centralina – un apparecchio compatto alto circa due metri, verniciato di verde e fissato accanto a un sentiero molto frequentato da residenti e sportivi – è collegata in tempo reale a una rete di satelliti europei. I tecnici dell’Arpa Lazio, impegnati sul posto fino a metà mattina, spiegano che si tratta di uno dei sistemi più avanzati mai usati in ambiente urbano nella regione. Il nuovo dispositivo raccoglierà dati ambientali su qualità dell’aria, livelli di polveri sottili, presenza di composti organici volatili e parametri meteorologici.
Ma non è tutto: il sistema sarà anche capace di inviare automaticamente segnali d’allarme in caso di anomalie improvvise, come emissioni o picchi di inquinamento. “Per noi è essenziale poter contare su tecnologie integrate: il lavoro congiunto tra rilevamenti satellitari e centraline a terra garantisce risposte rapide e affidabili”, ha spiegato Marco Neri, responsabile tecnico dell’Arpa Lazio.
Controllo costante, dati aperti
Le informazioni raccolte dalla centralina saranno disponibili anche ai cittadini tramite il sito web dell’agenzia. Ogni quindici minuti il sistema aggiorna i valori delle principali sostanze monitorate – fra cui PM10, biossido di azoto e ozono – offrendo così una fotografia quasi in tempo reale della qualità dell’aria. Una scelta che va incontro alle richieste degli abitanti del quartiere Quarto Miglio e della zona Caffarella, preoccupati da mesi per i livelli spesso sopra la norma registrati durante l’inverno.
I residenti presenti durante l’installazione hanno potuto parlare direttamente con gli operatori Arpa e si sono detti “soddisfatti per questo passo avanti concreto”. Le segnalazioni arrivate al Comune e alla Regione nelle settimane scorse riguardavano soprattutto l’aumento del traffico lungo via Appia Nuova e la frequente presenza di fumi sospetti nelle ore serali.
Un lavoro comune per ambiente e archeologia
La scelta del punto dove posizionare la centralina non riguarda solo l’ambiente. L’assessore regionale all’Ambiente, Francesca Di Marco, ha sottolineato che l’accordo nasce dalla collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica di Roma: “Il parco è un territorio delicato anche per i suoi monumenti antichi; sapere come cambiano i parametri atmosferici ci aiuta a proteggerli meglio”.
Una caratteristica interessante del nuovo sistema è la possibilità di mettere insieme i dati sulla qualità dell’aria con le immagini satellitari sulla vegetazione e sulle superfici dei reperti archeologici. In questo modo sarà possibile individuare eventuali danni legati all’inquinamento direttamente sulle strutture storiche. Gli archeologi presenti oggi – tra cui la dottoressa Roberta Felli – hanno mostrato grande interesse verso le future collaborazioni tra tecnologia e tutela: “Siamo curiosi di capire se ci saranno correlazioni tra lo stato dei monumenti antichi e la presenza degli inquinanti”, ha raccontato Felli poco prima che venissero tolte le ultime barriere intorno all’area.
Prossimi passi e scenari futuri
Non è escluso che nei prossimi mesi vengano messe altre centraline satellitari in punti strategici della città, come già chiesto dai comitati cittadini di Monteverde e Tor Sapienza. La Regione Lazio – fanno sapere dagli uffici tecnici – sta valutando di estendere il progetto alle principali riserve naturali regionali.
Per ora il “cuore verde” dell’Appia Antica può contare su questa nuova sentinella elettronica. La speranza comune – condivisa da tecnici, cittadini e amministratori – è che questa raccolta continua di dati ambientali non resti solo un esercizio teorico ma serva davvero a trovare soluzioni concrete per migliorare la vivibilità e salvaguardare un patrimonio naturale e culturale senza paragoni nella Capitale.





