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Fedez smentisce: “Mai stato testimonial per il Sì sulla giustizia, solo ospiti per il No nel mio podcast”

Milano, 18 gennaio 2026 – Fedez risponde con decisione alle voci circolate nelle ultime ore sulle sue presunte posizioni in merito al referendum sull’eutanasia: “Nel mio podcast, finora, sono intervenuti solo ospiti schierati per il no”. La precisazione è arrivata ieri sera, poco dopo le 20, con una storia su Instagram. Un messaggio chiaro per mettere un freno alle interpretazioni diffuse su siti e social. Il rapper milanese, all’anagrafe Federico Lucia, ha voluto chiarire il suo ruolo di conduttore nel programma web “Muschio Selvaggio”, specificando di non aver mai espresso pubblicamente un’opinione personale sul tema.

Il caso e la risposta sui social

Le indiscrezioni erano partite mercoledì, quando alcuni utenti su X hanno iniziato a condividere estratti delle ultime puntate di Muschio Selvaggio. Sui social si era parlato di un presunto sbilanciamento verso il fronte pro-eutanasia nei dibattiti ospitati. Alcuni siti, poi ripresi anche da testate online, avevano rilanciato l’idea che Fedez avrebbe “aperto” al sì. Ipotesi che l’artista ha smentito categoricamente.

“Nessuna apertura da parte mia”, ha detto chiaramente. Nel messaggio, accompagnato da uno screenshot del palinsesto, Lucia ha spiegato: “Ho scelto io gli ospiti delle ultime due puntate: tutti per il no. Volevo stimolare il confronto, non indirizzare in un senso preciso. Sono stati loro a portare le loro opinioni”.

Muschio Selvaggio sotto i riflettori

Muschio Selvaggio, uno dei podcast più seguiti in Italia su YouTube e Spotify, negli ultimi tempi ha affrontato temi politici e sociali molto delicati. Solo negli ultimi tre episodi sono passati medici, giuristi e rappresentanti di associazioni. Tra questi, il dottor Paolo Sassi (contrario al referendum) e la costituzionalista Maria Laura Petrocchi. Non sono mancati momenti di tensione: nella puntata andata in onda lunedì 12 gennaio, lo scontro tra Sassi e l’attivista per i diritti civili Valerio Leone aveva infiammato la chat in diretta.

Fedez, che negli ultimi anni ha scelto di affrontare temi complessi proprio attraverso i podcast, è consapevole della responsabilità nel creare uno spazio di confronto. “Non prendo posizione – ha ribadito –, mi interessa ascoltare voci diverse”. Così cerca di tenersi alla larga dal rumore mediatico che spesso accompagna i temi etici, soprattutto quando si avvicinano appuntamenti come quello referendario.

Il dibattito sul referendum

Il referendum sull’eutanasia divide l’opinione pubblica da mesi. Si vota il 15 marzo. La domanda agli italiani riguarda la depenalizzazione dell’aiuto al suicidio medicalmente assistito. Gli ultimi sondaggi Ipsos mostrano un elettorato ancora indeciso: il 42% è favorevole, il 38% contrario; il resto non sa o non andrà a votare.

Sul tema si sono pronunciati politici di primo piano: dal presidente della Camera Lorenzo Fontana (“Serve cautela sulle scelte di fine vita”) alla leader dell’opposizione Elly Schlein (“La libertà individuale va rispettata”). I media hanno dato ampio spazio al dibattito, spesso ospitando esperti di bioetica e rappresentanti delle associazioni coinvolte.

Numeri e attenzione online

Il podcast Muschio Selvaggio conta oggi oltre 3 milioni di follower solo su Spotify. Ogni episodio raccoglie tra 700 mila e 1,2 milioni di visualizzazioni su YouTube nelle prime 48 ore dalla pubblicazione. Numeri confermati dall’agenzia Comscore, che monitora l’audience digitale in Italia. Per quanto riguarda il referendum sull’eutanasia, le due puntate dedicate hanno raggiunto un picco di interazioni: oltre 25 mila commenti tra Instagram e X.

Molti utenti – soprattutto giovani – si sono concentrati sulle posizioni degli ospiti. Non sono mancati messaggi diretti a Fedez che chiedevano chiarezza sulla sua posizione personale: “Hai una responsabilità”, gli ha scritto qualcuno; “Dicci da che parte stai”. Il rapper aveva mantenuto il silenzio fino a ieri sera.

Il ruolo del conduttore tra aspettative e realtà

Secondo Auditel, Fedez è una delle voci più ascoltate tra gli under 35. Un ruolo che lo espone al rischio di essere frainteso o usato strumentalmente. “Non sono un politico né un opinionista”, aveva detto tempo fa in una puntata dedicata all’informazione online. “Mi limito a ospitare chi ne sa più di me”. Una posizione chiara che conferma ancora una volta.

Il dibattito andrà avanti nei prossimi giorni fino al voto del 15 marzo. Proprio per evitare equivoci o attribuzioni sbagliate, Fedez ribadisce: nessun endorsement personale, solo spazio per parlare e ascoltare diverse opinioni.

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