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Federigo Tozzi: trasloco storico di libri e manoscritti da Siena al Gabinetto Vieusseux di Firenze

Firenze, 9 gennaio 2026 – Da questa settimana, i documenti più preziosi della letteratura italiana trovano un nuovo rifugio al Gabinetto Vieusseux, precisamente nella stanza dell’Archivio Bonsanti. Qui, sotto stretta sorveglianza, vengono custodite le carte autografe e le testimonianze private di alcuni tra i più grandi autori del Novecento.

Manoscritti di valore ora raccolti nel cuore di Firenze

Nel centro di Firenze, dietro una porta dal vetro smerigliato e con la targhetta “Archivio Bonsanti”, si conservano migliaia di manoscritti, lettere e quaderni che appartenevano a scrittori come Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda ed Elsa Morante. Per decenni questo patrimonio è stato sparso tra donazioni, acquisizioni e depositi temporanei. Da ieri invece tutto è stato messo insieme in un’unica sala. Lo ha confermato il direttore del Gabinetto Vieusseux, Alessandro Fogli, durante una breve conferenza stampa locale. “Era importante – ha spiegato Fogli – dare un senso di unità, garantire la conservazione e soprattutto rendere più semplice la consultazione di questi materiali che raccontano la storia civile e culturale d’Italia”.

I tesori nascosti: Montale, Gadda, Morante

Vicino alla sala lettura affacciata su via Cavour si trovano pezzi unici: il quaderno dove Montale appuntava versi sul tram 1 alle sette del mattino – con una scrittura minuta e densa – o le lettere ormai ingiallite in cui Elsa Morante confidava le sue incertezze a amici e colleghi. Carlo Emilio Gadda annotava invece commenti sulle cartoline illustrate: fogli sparsi che oggi finalmente vengono messi insieme e resi disponibili agli studiosi. Non mancano foto in bianco e nero, minute a matita, copioni teatrali e prime bozze di romanzi famosi. “In questi fogli c’è qualcosa di profondamente umano”, racconta il bibliotecario Mauro Bindi mostrando un fascicolo rilegato alla buona. “Si vedono i ripensamenti, gli errori, la fatica quotidiana del mestiere”.

Un patrimonio accessibile agli studiosi

Da questa settimana sarà più semplice consultare questi materiali: l’Archivio Bonsanti apre infatti a rotazione parti dei suoi fondi a studiosi italiani e stranieri, su appuntamento. “La nostra priorità è la tutela”, precisa Fogli durante l’incontro con i giornalisti. I documenti più fragili saranno accessibili solo tramite scansioni digitali ad alta definizione. Già disponibili online ci sono alcune lettere di Italo Calvino e i diari giovanili di Primo Levi; presto sarà pronto il catalogo elettronico completo.

Il Gabinetto Vieusseux: custode della memoria letteraria

Fondato nel 1819 da Giovan Pietro Vieusseux e ospitato prima in Palazzo Strozzi (poi trasferito nel 2022 accanto a Palazzo Medici Riccardi), il Gabinetto da due secoli si occupa di conservare e valorizzare la memoria letteraria italiana ed europea. “Non raccogliamo solo carte vecchie – sottolinea il direttore – ma ricostruiamo legami, ritroviamo il senso delle abitudini quotidiane degli autori”. Nel 1976 qui nacque il primo fondo Bonsanti grazie all’iniziativa della famiglia dello scrittore toscano: un piccolo nucleo che oggi è diventato un patrimonio con oltre 150 mila documenti originali.

Tra entusiasmo e curiosità

L’iniziativa ha trovato subito consenso tra i ricercatori. “Avere tutto in un solo posto semplifica davvero il lavoro”, spiega Anna Lattanzi, docente all’Università di Firenze. Intanto davanti all’ingresso alcuni studenti fotografano la targa dorata della stanza. Anche i visitatori occasionali mostrano interesse: “Non immaginavo che qui si conservassero cose così importanti”, confida Silvia, pensionata fiorentina incontrata ieri all’uscita.

La sfida per la memoria del futuro

Le difficoltà non mancano — ammettono tutti — dalla manutenzione degli ambienti (gli impianti di climatizzazione sono in corso di aggiornamento) alla digitalizzazione dei materiali più delicati. Ma l’obiettivo del Vieusseux è chiaro: “Aprire ancora di più, senza perdere nulla”, dice Fogli indicando i lavori per una nuova sala lettura. Solo così le carte di Montale e Morante potranno raccontare la loro storia anche alle generazioni che verranno.

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