Catania, 4 gennaio 2026 – Ieri pomeriggio, intorno alle 17.30, la polizia è intervenuta in via Grotte Bianche, nel cuore del centro cittadino, portando in Questura di Catania un uomo di 42 anni. Secondo le prime informazioni della Polizia di Stato, l’uomo – di cui non sono state rese note le generalità – è indagato per maltrattamenti in famiglia, un’accusa ancora al vaglio degli investigatori.
Urla nel centro città, scatta l’intervento
Tutto è iniziato con la segnalazione di alcuni vicini preoccupati per le grida provenienti da un appartamento. “Erano urla lunghe e insistenti”, racconta una donna che abita proprio sotto. “Non era la prima volta che sentivamo rumori forti da lì, ma stavolta era tutto più pesante”, spiega poco dopo l’arrivo degli agenti.
Quando la Volante è arrivata, la porta era aperta: a far entrare gli agenti è stata la compagna dell’uomo, visibilmente scossa. Dentro c’erano anche due bambini, di otto e quattro anni. Nessuno sembrava avere ferite evidenti, dicono fonti ospedaliere consultate in serata. “I piccoli piangevano e erano agitati – racconta uno dei soccorritori della Croce Rossa chiamati dalla polizia – ma non avevano segni di traumi”.
In Questura con l’accusa di maltrattamenti
L’uomo è stato portato in Questura su una delle auto della Polizia per essere ascoltato dagli investigatori della Squadra Mobile. Descritto come “in stato di alterazione emotiva”, è al centro delle indagini coordinate dal pubblico ministero. L’ipotesi di reato riguarda l’articolo 572 del codice penale: maltrattamenti contro familiari o conviventi.
Dalle verifiche preliminari non risultano precedenti specifici a carico dell’indagato. La compagna, una donna di 39 anni originaria di Siracusa, e alcuni vicini sono stati ascoltati a lungo. Nessuno però ha voluto parlare con i giornalisti presenti davanti alla Questura.
Maltrattamenti domestici: un problema ancora aperto
Il caso riporta sotto i riflettori il tema dei maltrattamenti domestici a Catania e in Sicilia. I dati della Prefettura per il 2025 parlano di circa 140 denunce nella provincia, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. “Ogni situazione è diversa – commenta Giovanni Di Lorenzo, presidente del Centro Antiviolenza Thamaia – ma vediamo che cresce la voglia di parlare e denunciare”.
Secondo l’ultimo rapporto Istat, però, il fenomeno resta molto nascosto: oltre il 60% delle donne vittime non si rivolge né alle forze dell’ordine né ai servizi sociali. “Spesso c’è paura o la sensazione che nulla cambierà”, spiega una psicologa che lavora con le vittime all’ospedale Garibaldi. Eppure sempre più spesso ad allertare sono i vicini o i figli stessi: segno che qualcosa sta cambiando.
Indagine aperta, si valutano i prossimi passi
L’uomo indagato al momento resta libero. Sarà la procura a decidere nelle prossime ore se chiedere misure cautelari o proseguire senza restrizioni immediate. Intanto i servizi sociali comunali hanno già incontrato stamattina la donna e i bambini per un primo colloquio. Non ci sono richieste di trasferimento o allontanamento dall’abitazione; la situazione però sarà seguita da vicino nei giorni a venire.
L’indagine sulle presunte violenze familiari continua mentre nel quartiere cresce l’attenzione sul caso. Il questore di Catania ha invitato chiunque conosca situazioni simili a “non esitare a segnalare” ribadendo che “le forze dell’ordine intervengono prontamente”. Solo così si potrà fare chiarezza e capire se ci saranno conseguenze penali.





