Milano, 28 gennaio 2026 – Il Comune di Milano ha scelto di dare nuova vita a un vecchio edificio abbandonato dagli anni Novanta in zona Porta Romana. L’idea è chiara: ridare slancio a un immobile ormai degradato e potenziare i servizi per il quartiere. La notizia è stata ufficializzata ieri sera, durante la Commissione Urbanistica, grazie alla presentazione del primo piano di intervento curato dall’assessore Laura Gatti. La giunta ha spiegato che l’iniziativa nasce dal bisogno reale dei residenti e dalla volontà di mettere fine al degrado che da tempo circonda la struttura, oggi recintata da lamiere e spesso segnalata per incuria.
Perché il Comune ha scelto questo immobile
L’edificio, in via Salmini 12, è una ferita aperta nel quartiere. Negli ultimi mesi, cittadini e comitati locali hanno più volte chiesto un segnale concreto. “Questa richiesta arriva direttamente dal territorio. Solo ascoltando chi abita qui possiamo capire davvero cosa serve”, ha sottolineato l’assessora Gatti davanti ai consiglieri comunali. Si tratta di un fabbricato su tre piani con una corte interna ormai invasa dalle sterpaglie. Negli anni Ottanta ospitava uffici comunali, ma dal 1996 è stato lasciato a se stesso.
Le cronache raccontano di tentativi di occupazione e piccoli incendi durante l’estate. Giovanni Lorusso, vicino di casa nello stabile accanto, ricorda: “Negli ultimi anni si sono visti ragazzi entrare più volte dalla recinzione, soprattutto la sera”. Proprio per questi problemi legati alla sicurezza e al decoro urbano il Comune ha deciso di muoversi rapidamente: il progetto prevede non solo la sistemazione degli spazi interni ma anche dell’area esterna, con nuove luci e telecamere.
Il progetto: spazi sociali e tempi certi
L’idea del Comune è trasformare l’immobile in un centro polifunzionale. Al piano terra ci saranno spazi per i giovani, una sala lettura e un piccolo sportello per i servizi anagrafici; ai piani superiori invece laboratori didattici e sale dedicate alle famiglie. Importante anche l’attenzione all’accessibilità: rampe e ascensori garantiranno l’ingresso alle persone con disabilità.
Secondo il calendario presentato ieri sera, i lavori potrebbero partire già entro maggio 2026, dopo la gara pubblica per affidare i cantieri. La spesa stimata è di circa 1 milione e 200mila euro, coperta per due terzi da fondi comunali e per il resto da risorse regionali. “Stiamo già lavorando per completare le pratiche burocratiche nelle prossime settimane”, ha detto l’assessora Gatti. Per ora non si segnalano ostacoli particolari: solo alcune verifiche sulla stabilità delle strutture portanti che saranno concluse entro fine febbraio.
Il quartiere reagisce con attenzione
La notizia del recupero ha subito acceso il dibattito a Porta Romana. I rappresentanti del comitato “Salmini Viva” hanno espresso una soddisfazione prudente: “Ci fa piacere che finalmente qualcosa si muova, ma chiediamo più coinvolgimento diretto dei cittadini nei prossimi passi”, ha spiegato Marzia Palumbo, portavoce del gruppo.
Alcuni residenti però vogliono certezze sulla gestione futura degli spazi pubblici. “Bene recuperare il palazzo, ma deve essere davvero aperto a tutti”, osserva un commerciante della via. Il Comune assicura che alla fine dei lavori la gestione sarà affidata tramite bando pubblico ad associazioni locali, dando priorità a progetti legati all’inclusione sociale.
Sicurezza durante i lavori: una sfida da non sottovalutare
Resta aperto il capitolo sicurezza nei mesi del cantiere. Da Palazzo Marino fanno sapere che valuteranno eventuali misure aggiuntive se dovessero emergere problemi; intanto la Polizia Locale garantirà controlli regolari sul territorio. “La situazione va tenuta sotto controllo costante”, ammette un funzionario dell’Urbanistica. Anche sulle tempistiche prevale la prudenza: gli uffici sanno che possono arrivare imprevisti capaci di rallentare i lavori, ma finora il calendario appare sostenibile.
Solo quando le prime saracinesche si alzeranno su via Salmini – magari fra un anno esatto – si potrà capire se questo recupero avrà davvero portato un cambio netto al quartiere. Intanto stamattina nei bar della zona si parla già di un passo avanti atteso da troppo tempo.





