Cancro alla prostata, i primi sintomi possono essere confusi: ecco a cosa fare molta attenzione

I primi sintomi del cancro alla prostata possono essere confusi con altre patologie: ecco a cosa occorre fare attenzione.

I dati divulgati dagli esperti avvertono che il cancro alla prostata è in crescita soprattutto nei soggetti over 50; attualmente rappresenta il 20% di tutti i tumori.

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È importante non sottovalutare i campanelli d’allarme del cancro alla prostata – Arabonormannaunesco.it

Alcune malattie gravissime, come il carcinoma, sono definite spesso “subdole” poiché non danno sintomatologia importante fino a quando è troppo tardi per intervenire, o comunque possono dare sintomi non immediatamente associabili al tumore.

Anche il tumore alla prostata fa parte di queste malattie, e dunque è importante saper intercettare i sintomi il prima possibile, in modo da aumentare le probabilità di sopravvivenza e anche a qualità della vita.

Cancro alla prostata, fai attenzione ai campanelli d’allarme, spesso sono sottovalutati

Il tumore alla prostata, come accennato poco sopra, è in crescita e nel 2023 sono stati diagnosticati più di 40 mila casi. Questa malattia è curabile con varie tecniche, e gli esperti ricordano che la percentuale di sopravvivenza è dell’88% a 5 anni dalla diagnosi, ma questa percentuale può salire ancora se si interviene tempestivamente.

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I primi segnali del cancro alla prostata sono spesso sottovalutati – Arabonormannaunesco.it

Urge dunque saper riconoscere i primi segnali, in modo da approfondire e accedere subito alle terapie. Non dimentichiamoci che esistono anche programmi di screening a cui i cittadini possono partecipare spontaneamente.

Il cancro alla prostata è una di quelle patologie che all’inizio può non dare alcun sintomo, e i problemi di salute cominciano quando ormai la neoplasia si è ingrandita. Quando la massa tumorale ha raggiunto una dimensione importante, si manifestano i primi disagi, che comprendono:

  • bisogno di urinare molto frequentemente, associato a difficoltà nella minzione
  • sensazione, anche dopo aver urinato, che la vescica sia ancora da svuotare
  • sangue nelle urine e/o nello sperma.

Questi segnali possono far pensare anche a una patologia prostatica benigna, come l’ipertrofia, ecco perché è fondamentale non sottovalutarli. Sicuramente in presenza dei sintomi sopra citati è sempre bene effettuare una visita di controllo, in modo da scongiurare o diagnosticare la neoplasia. C’è da dire che il tumore alla prostata, poi, si sviluppa molto lentamente, per cui le persone tendono a sottovalutare piccoli disagi nella minzione, classificandoli come “fisiologici”.

Gli esperti, però, sono divisi sulla reale utilità di una prevenzione troppo anticipata, ovvero sull’effettuare degli screening in assenza di sintomi, anche lievi. C’è da dire che, in caso di diagnosi di tumore alla prostata, il soggetto ha a disposizione diverse terapie da adottare in base alla gravità dello stesso. Come sappiamo, si può intervenire chirurgicamente, oppure effettuare chemioterapia, radioterapia oppure ormonoterapia.

In conclusione, anche senza allarmarsi eccessivamente, è sempre bene chiedere al proprio medico qualche esame in più, soprattutto se si è over 50 e se si hanno dubbi sullo stato di salute della prostata.

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