Catania, 27 gennaio 2026 – Questa mattina, appena prima dell’alba, i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di più persone coinvolte in un’inchiesta sulla criminalità organizzata. L’operazione è partita da Messina ed è poi arrivata a toccare anche Catania e Siracusa, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo peloritano. Secondo gli investigatori, i destinatari della misura sono sospettati di reati legati alla mafia, in particolare estorsioni e traffico di droga, commessi tra il 2023 e il 2024.
Blitz coordinato tra Messina, Catania e Siracusa
L’intervento è scattato intorno alle 4.30 di questa mattina e ha visto l’impiego simultaneo di oltre cinquanta militari nelle tre province. Gli arrestati – la cui identità non è stata ancora resa pubblica – sarebbero legati a gruppi da tempo radicati sul territorio. Da fonti investigative arriva la spiegazione del blitz contemporaneo: serviva a impedire fughe o il tentativo di nascondere prove, ha detto un ufficiale dell’Arma che ha partecipato alle operazioni.
I dettagli su accuse precise e numero totale degli indagati saranno resi noti nelle prossime ore dalla procura. In ambienti giudiziari si parla di un’indagine avviata diversi mesi fa, frutto di incroci tra intercettazioni telefoniche, appostamenti sul territorio e testimonianze di collaboratori di giustizia.
Estorsioni e spaccio al centro dell’inchiesta
Le prime ricostruzioni parlano di estorsioni ai danni di imprenditori locali e del controllo delle piazze dello spaccio in vari quartieri periferici. La DDA ha individuato una “rete organizzata” con ruoli chiari e compiti precisi per ciascuno degli indagati.
Questa mattina fonti vicine agli investigatori hanno riferito che gli incontri tra i presunti affiliati avvenivano vicino a bar noti nel quartiere Librino a Catania e in alcuni garage tra Siracusa e Floridia. Gli appuntamenti venivano fissati sempre in orari diversi e con telefoni “puliti”, probabilmente per sfuggire ai controlli. “È un sistema collaudato – ha spiegato un investigatore – spesso usavano persone insospettabili per scambiare messaggi o soldi”.
La reazione della gente nelle zone coinvolte
La notizia degli arresti ha subito fatto il giro tra residenti e commercianti delle zone interessate. A Messina, in via La Farina, alcuni negozianti raccontano che da settimane avevano notato movimenti strani e pattuglie in giro nelle ore serali. “C’era chi aveva paura che tornassero le estorsioni”, dice un fornaio del quartiere.
A Catania, nel Tondicello della Plaia, le forze dell’ordine sono rimaste sul posto anche dopo le perquisizioni per garantire sicurezza. Alcuni abitanti parlano sottovoce della paura per possibili ritorsioni, ma c’è anche chi spera che questa operazione sia solo l’inizio. “Ci vorrebbe più controllo – dice una donna alla fermata del bus – così staremmo più tranquilli”.
Le autorità: «Lo Stato non abbassa la guardia»
Nel corso della mattinata il procuratore aggiunto di Messina, Francesco Russo, ha sottolineato come “il lavoro svolto conferma l’attenzione costante dello Stato contro le infiltrazioni mafiose nelle province siciliane”. E ha assicurato che le indagini andranno avanti nei prossimi giorni per chiarire tutti i punti della vicenda.
La Direzione Investigativa Antimafia sta cercando possibili legami con altre operazioni contro clan già attivi nella zona etnea. Sono previsti nuovi interrogatori nelle prossime ore; si ipotizza che l’inchiesta possa allargarsi.
Resta da capire se il giro d’affari illecito stimato dagli inquirenti – si parla di oltre due milioni di euro l’anno tra estorsioni e droga – abbia colpito imprese e attività commerciali locali. Intanto sono in corso sequestri di documenti contabili presso alcune attività sospettate di essere usate come base per riciclaggio.
Solo al termine delle indagini preliminari si capirà bene l’intera portata dell’inchiesta. Per ora però la sensazione nelle comunità colpite è mista: preoccupazione ma anche una speranza cauta. È come se lo Stato volesse mandare un segnale forte contro la criminalità organizzata tra Messina, Catania e Siracusa.





