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Blitz animalista a Milano Fashion Week: i “cavernicoli” di Peta contro le pellicce in piazza San Babila

Milano, 24 febbraio 2026 – Questa mattina, poco prima delle 10, un gruppo di attivisti dell’associazione Animalisti Italiani ha dato vita a un blitz in piazza San Babila, proprio nel cuore di Milano. L’obiettivo? Mettere sotto i riflettori la difesa degli animali e dire no allo sfruttamento. L’azione è stata rapida e silenziosa. Una quindicina di persone ha preso parte al presidio: alcuni hanno mostrato cartelli con messaggi contro la caccia e l’industria delle pellicce, mentre altri hanno scelto un sit-in seduti a terra accanto alla statua centrale della piazza. I promotori spiegano così l’iniziativa: «Vogliamo richiamare l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica sull’urgenza di leggi nuove e più efficaci a tutela degli animali».

Protesta pacifica in centro: richieste e reazioni

La manifestazione è partita poco dopo l’ora di punta, in un lunedì già trafficato tra via Vittorio Emanuele e corso Europa. Qualche passante si è fermato a guardare, incuriosito dai cartelli: “Gli animali non sono vestiti”, “Basta allevamenti intensivi”, “La caccia è un crimine”. A parlare con i giornalisti è stato il portavoce milanese, Gianni Sforza: «Abbiamo scelto San Babila proprio per il flusso continuo di persone. Solo qui possiamo raggiungere chi di solito non ci ascolta». Sul posto anche un paio di agenti della Polizia Locale che hanno seguito senza intervenire. Nessuna tensione, nessun blocco al traffico.

Caccia e pellicce nel mirino: il messaggio degli attivisti

I temi al centro della protesta non sono casuali. Per gli animalisti, l’inizio della stagione venatoria insieme ai saldi invernali rappresentano momenti critici per molte specie. Alcuni manifestanti indossavano pellicce finte per denunciare il commercio che sfrutta gli animali. «Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani», spiega Maria Luisa Ferrero, presente con una maglietta bianca che recitava “Empatia è rivoluzione”. «La sensibilità cresce – aggiunge – sempre più persone ci chiedono come scegliere alternative ai capi d’abbigliamento di origine animale». La mattinata è trascorsa senza incidenti, tra sguardi curiosi e qualche gesto di sostegno da parte dei passanti. Marta, 22 anni, studentessa, racconta: «Non mi aspettavo una manifestazione così qui stamattina. Forse serve davvero parlarne di più».

Le richieste: leggi più severe e maggiore consapevolezza

Durante il sit-in i rappresentanti dell’associazione hanno distribuito volantini informativi sugli allevamenti intensivi in Italia e sulle campagne contro le pellicce. Tra le richieste principali spiccano l’inasprimento delle pene per chi maltratta gli animali, il divieto totale degli allevamenti destinati alla produzione di pellicce e controlli più rigidi sulle attività venatorie. «Non basta una legge – insiste Sforza – serve un cambiamento culturale profondo». Gli attivisti denunciano anche la scarsa vigilanza nelle campagne lombarde durante la stagione di caccia e il ritorno tra i bersagli dei cacciatori di specie protette. La polizia municipale, presente ma discreta, ha garantito che tutto si svolgesse senza problemi.

Le risposte della politica

Dalla giunta comunale arriva una prima risposta: l’assessora all’Ambiente Elena Conti ha assicurato che «il Comune segue con attenzione le richieste delle associazioni animaliste». Al momento però non sono previste modifiche immediate al regolamento sugli animali. Più dura invece la posizione del consigliere regionale Marco Rebecchi (Lista Civica): «In Lombardia restano troppi episodi di violenza contro gli animali; le istituzioni devono fare la loro parte». Nel pomeriggio qualche esponente della maggioranza regionale ha invece minimizzato la protesta definendola “coreografica ma poco concreta”.

Tra commercianti e cittadini: voci dal centro

Sui sampietrini chiari di San Babila si sono fermati anche alcuni negozianti della zona. Stefano, titolare di una gioielleria, commenta con calma: «Capisco le motivazioni, ma qui il traffico e i clienti vengono prima». Altri commercianti ammettono però che iniziative così tranquille non causano problemi veri. Verso mezzogiorno i manifestanti hanno raccolto striscioni e volantini, sciogliendo la protesta senza incidenti né identificazioni.

Secondo gli attivisti però blitz simili torneranno nelle prossime settimane. Sempre in centro città – sottolineano – perché “la battaglia per i diritti degli animali passa anche dalla vita quotidiana delle persone comuni”.

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