Roma, 14 gennaio 2026 – All’alba di oggi, a pochi passi dal quartiere San Giovanni, si è concluso un inseguimento durato diversi minuti tra stradine laterali e viali alberati. La Polizia di Stato ha fermato e arrestato tre uomini, ritenuti responsabili di una rapina a mano armata in una filiale bancaria della zona. I malviventi erano appena scappati con un bottino di 150mila euro in contanti.
Fuga ad alta velocità e recupero del denaro
Il blitz è scattato intorno alle 5.30, quando una pattuglia ha notato una Volkswagen Golf grigia sfrecciare a gran velocità lungo via Magna Grecia. A bordo, tre persone con il volto coperto e vestiti scuri. “Abbiamo subito capito che potevano avere a che fare con la rapina segnalata poco prima”, racconta il commissario Riccardo Esposito del vicino Commissariato Appio. La fuga è durata circa dieci minuti: la vettura ha attraversato incroci contromano, sfiorando lo scontro con altre auto. Solo all’altezza di piazza Tuscolo, bloccati da una volante, i tre si sono arresi.
Dentro l’auto sono saltate fuori diverse sacche piene di banconote di vario taglio per un totale – confermato dalla polizia scientifica – di 150mila euro. Accanto al denaro c’erano anche due pistole semiautomatiche, cariche e perfettamente funzionanti. “Non hanno opposto resistenza al momento dell’arresto”, aggiunge un agente che era sul posto.
La rapina lampo alla banca
La rapina è avvenuta intorno alle 5.10 nella filiale del Credito Popolare Romano in via Taranto. Il direttore Massimo Venturini ricorda: “Sono entrati sfondando la porta principale, armati e con passamontagna neri”. All’interno hanno minacciato i due dipendenti impegnati nell’apertura mattutina. Un testimone racconta: “Uno urlava, l’altro teneva fermi gli impiegati vicino alla cassaforte”.
In meno di quattro minuti hanno preso tutto il contenuto della cassa principale e sono fuggiti con l’auto rubata la notte prima nella stessa zona. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito: i malviventi non hanno sparato né usato violenza fisica diretta, anche se l’arma sembrava vera agli occhi delle vittime.
Identificati e in carcere
I tre arrestati, tutti italiani con precedenti per reati contro il patrimonio, sono stati portati nel carcere di Regina Coeli in attesa dell’udienza di convalida. Gli investigatori stanno già analizzando i filmati delle telecamere della zona per ricostruire i loro movimenti nei giorni precedenti la rapina. Le pistole sequestrate sono al vaglio della polizia scientifica, che cercherà eventuali legami con altri colpi simili nella Capitale degli ultimi mesi.
“Le indagini vanno avanti senza pause – ha detto il Questore Flavio Rossi – vogliamo capire se ci sono complici o chi li ha aiutati”. Nei pressi della banca sarebbe stata vista una seconda auto sospetta allontanarsi subito dopo la rapina. Al momento però non ci sono altri fermi legati alla vicenda.
Quartiere scosso e timori crescenti
La notizia si è sparsa in fretta tra residenti e negozianti di via Taranto già nelle prime ore del mattino. Molti parlano di un clima di insicurezza che aumenta giorno dopo giorno. Una barista commenta mentre serve il caffè: “Non è certo la prima volta che succede qualcosa del genere qui”. Alcuni abitanti dicono di aver sentito “sirene e urla”, ma solo dopo un po’ hanno capito che era la polizia intervenuta sul posto.
La filiale resterà chiusa per tutta la giornata, come segnala un cartello all’ingresso. Intorno alle 7.30 alcuni curiosi osservavano gli agenti al lavoro durante i rilievi sul marciapiede davanti alla banca. Fonti comunali fanno sapere che è previsto un incontro tra forze dell’ordine e amministrazione municipale per rafforzare i controlli nell’area.
La Polizia di Stato ricorda quanto sia importante la collaborazione dei cittadini nel segnalare movimenti strani o sospetti. Ma come spesso accade in questi casi, resta alta l’attenzione per possibili nuovi episodi: una rapina così veloce può lasciare dietro di sé paura ben più a lungo delle cronache del momento.





