Milano, 23 febbraio 2026 – È un progetto che sta già accendendo il dibattito. A Rozzano, nell’hinterland a sud di Milano, entro il 2028 dovrebbe nascere un nuovo outlet di grandi dimensioni, insieme a un albergo a cinque stelle, vari ristoranti e una moderna clinica veterinaria. L’annuncio ufficiale è arrivato questa mattina, durante una conferenza stampa in municipio, alla presenza del sindaco Gianni Ferretti e dei vertici della società promotrice, la Real Estate Lombarda Srl. I responsabili parlano di «valorizzare il territorio e creare nuovi posti di lavoro», ma tra i cittadini si respira un’atmosfera mista a speranze e preoccupazioni.
Nuovi spazi commerciali e servizi: cosa ci aspetta
Gli sviluppatori hanno spiegato che l’area scelta si estende su 120mila metri quadri vicino alla tangenziale Ovest, non lontano dal centro commerciale Fiordaliso. Al centro del progetto ci sarà l’outlet, pensato per attirare sia i milanesi sia chi arriva dalle province vicine. «Puntiamo a una settantina-ottanta negozi su due piani, con marchi di fascia media e alta. Vogliamo fare di Rozzano una meta per lo shopping», ha detto Mario Galli, responsabile dello sviluppo.
Oltre ai negozi, sono previsti un albergo di lusso con 140 camere, una SPA e sale congressi, più tre ristoranti con cucine tematiche diverse. A completare il quadro c’è la promessa di una clinica veterinaria aperta 24 ore su 24 con pronto soccorso. «Crediamo che questo tipo di servizi possano davvero fare la differenza per chi abita qui», ha aggiunto Galli.
Lavoro e traffico sotto i riflettori
Il sindaco Ferretti ha definito l’intervento «una grande opportunità» per Rozzano: «Sono previsti almeno 400 nuovi posti di lavoro tra commessi, addetti ai servizi e personale sanitario. Abbiamo chiesto che almeno il 30% delle assunzioni venga da qui». Per migliorare la viabilità sono in programma due nuove rotatorie sulla strada statale Valtidone e la realizzazione di 2mila posti auto.
Ma non mancano le domande tra gli abitanti del quartiere Aler e della frazione Quinto de’ Stampi. Al bar sotto i portici in via delle Primule, alcuni residenti hanno commentato subito: «Le strade sono già piene di traffico, speriamo tengano conto di tutto questo», dice Angela Rizzi, pensionata del posto. Carlo Montagna invece punta il dito sul verde: «Parte dell’area è ancora agricola – racconta – vogliamo capire se ci saranno compensazioni ambientali».
Tempistiche e passaggi decisivi
Da Palazzo Isimbardi arrivano segnali cauti: la Città Metropolitana aspetta il piano integrato nel dettaglio prima di dare un giudizio. Gli sviluppatori puntano a consegnare il progetto definitivo entro giugno 2026. Dopo partiranno le conferenze dei servizi e la Valutazione d’Impatto Ambientale. «Se tutto va bene i lavori potrebbero iniziare tra fine 2026 e inizio 2027», ha spiegato l’assessora all’urbanistica Camilla Peverelli.
Sul piano urbanistico si tratta della trasformazione più grande a Rozzano negli ultimi vent’anni. Ma le critiche non mancano. I comitati locali hanno già chiesto un incontro pubblico: «Serve trasparenza nelle scelte e bisogna tutelare chi vive qui», avverte Sergio Magni del Comitato Quartieri Uniti.
Economia locale in bilico: tra opportunità e timori
Gli operatori economici guardano al progetto con interesse ma anche con attenzione. Secondo Confcommercio Sud Milano, un grande outlet può aiutare il commercio locale solo se si crea una rete che coinvolga anche le attività storiche della zona. «Altrimenti rischiamo solo uno spostamento dei clienti», avverte Roberto Longhi, presidente locale dell’associazione.
Dall’altra parte ci sono i gestori dei negozi vicini, curiosi ma anche scettici: «Un polo così grande porta sicuramente movimento – spiega Marta Zani, titolare di una libreria in via Curiel – però può mettere in difficoltà le botteghe del quartiere».
Il progetto resta al centro del dibattito cittadino. Tra promesse di crescita economica e richieste di protezione per chi abita qui, Rozzano si prepara a una trasformazione che potrebbe cambiare profondamente il suo volto nei prossimi anni.





