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Napoli, 18 febbraio 2026 – Amedeo Minghi, che spegnerà 65 candeline a settembre, è ancora uno dei volti più noti della canzone italiana. Insieme a Sal Da Vinci ha firmato il successo di ‘Rossetto e Caffè’, un brano che si continua a sentire alla radio, nei locali e persino nelle strade del centro storico di Napoli. Da qualche giorno l’annuncio del suo imminente compleanno circola tra i fan e nel mondo dello spettacolo, riportando Minghi – seppur per un attimo – al centro dell’attenzione.

‘Rossetto e Caffè’: come è nato un classico

Correva l’anno 2007 quando Minghi e Da Vinci si sono trovati in uno studio poco fuori Roma, a Ponte Milvio. Seduti su un divano, con un taccuino e una tazzina ancora calda davanti, hanno iniziato a buttare giù idee, versi, melodie. «È venuto tutto quasi da sé», ha raccontato Minghi in un’intervista a Radio Italia. «Lui portava Napoli, io una nostalgia romana. Alla fine la canzone si è scritta da sola».

Il singolo è uscito lo stesso anno ed è subito entrato nelle playlist radiofoniche, conquistando in poche settimane il disco d’oro. Non basta la voce calda di Da Vinci né l’esperienza di Minghi al pianoforte: è la storia semplice – piccoli gesti come il rossetto sulla tazzina – che ha trasformato quel pezzo in un piccolo inno per tanti ascoltatori. Ancora oggi, nei locali notturni di Chiaia e Posillipo capita di sentirla dopo mezzanotte, tra sguardi complici e una dolce nostalgia.

Una carriera fatta di musica e incontri

Amedeo Minghi, romano classe 1961, si avvicina alla musica negli anni Settanta. Prima i club, poi le prime apparizioni al Festival di Sanremo. Il vero debutto arriva nel 1983 con l’album “1950”. Da quel momento non si è mai fermato: collaborazioni importanti – da Mietta a Franco Califano – alternando dischi in studio a concerti nei teatri.

La collaborazione con Sal Da Vinci segna una svolta importante. Minghi era già noto; Da Vinci era la stella dei teatri napoletani. Eppure quel mix tra melodia e racconto, tra voce partenopea e scrittura romana, li ha fatti scoprire da un pubblico diverso. «Ci rispettavamo molto», ricorda spesso Da Vinci nei suoi concerti. «Con Amedeo bastava uno sguardo per capirsi».

Un’eredità che parla ai giovani

Anche dopo quasi vent’anni da ‘Rossetto e Caffè’, il pezzo continua a ispirare nuove generazioni. Nel 2023 una versione acustica ha spopolato su TikTok, portando centinaia di migliaia di giovani a riscoprire la canzone. «Non immaginavo tanto affetto dalle nuove leve», ha confessato Minghi dopo il concerto all’Auditorium Parco della Musica dello scorso ottobre.

Da Vinci aggiunge che il successo non si misura solo con le classifiche: «Quando una canzone entra nella vita della gente – diventa colonna sonora di un viaggio o di una sera d’estate – allora vuol dire che ha lasciato il segno».

Verso i 65 anni: nuovi progetti in vista

Con l’arrivo dei suoi 65 anni, Minghi sta preparando qualche sorpresa per chi lo segue da sempre. Si parla di una raccolta speciale che dovrebbe uscire proprio a settembre 2026. Secondo indiscrezioni dagli ambienti discografici romani ci saranno brani nuovi ma anche versioni riviste e rimasterizzate dei suoi classici.

Non si esclude nemmeno un concerto-evento, forse proprio a Napoli, città simbolo di ‘Rossetto e Caffè’. Le date non sono ancora ufficiali ma la voglia c’è tutta. «Sarebbe il modo migliore per ringraziare», avrebbe detto Minghi ai suoi amici più stretti. I fan aspettano aggiornamenti con curiosità crescente.

Storie semplici che diventano grandi racconti

In fondo la carriera di Minghi funziona così: racconta piccole storie quotidiane che parlano a tutti noi. Un rossetto lasciato su una tazzina; una melodia che resta nella memoria collettiva. Semplicità che si trasforma in racconto condiviso – anche mentre l’artista si prepara a festeggiare un nuovo traguardo.

‘Rossetto e Caffè’ non è solo una canzone: è il simbolo del modo tutto italiano di cantare la vita, fatto di malinconie leggere e sorrisi discreti. E Minghi, con i suoi prossimi 65 anni, resta uno dei testimoni più autentici di questa stagione musicale.

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