Parigi, 7 gennaio 2026 – Questa mattina, nel cuore di Parigi, al crematorio del Père-Lachaise, il figlio Nicolas Charrier ha accolto la salma di Brigitte Bardot, scomparsa il 4 gennaio nella sua casa di Saint-Tropez. Una cerimonia riservata e raccolta ha detto addio a un’attrice che ha attraversato decenni e correnti artistiche, diventando per molti un simbolo della Francia e della libertà espressiva.
Funerale privato: chi c’era
All’interno del crematorio solo gli invitati hanno potuto partecipare. Tra i presenti, nomi noti come Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, arrivata poco dopo le 9.30 con pochi collaboratori al seguito. C’erano anche Paul Watson, storico attivista per i diritti degli animali e fondatore di Sea Shepherd, e Mireille Mathieu, cantante da tempo legata all’attrice. L’atmosfera è stata discreta, segnata da un silenzio rispettoso: fuori alcuni fan si sono radunati senza creare problemi, con rose bianche e sciarpe nere strette in mano.
Nicolas Charrier ha guidato la famiglia tra i posti riservati. Alcuni vicini di Saint-Tropez sono arrivati in anticipo, scambiando poche parole con la stampa ai cancelli. “Non avrebbe voluto grandi feste”, ha detto un parente all’uscita, “tutto in linea con il suo modo riservato degli ultimi anni”.
La voce del marito: le cause della morte
Ieri sera il marito di Bardot, Bernard d’Ormale, ha rotto il silenzio con una breve intervista a France 2. “Brigitte è morta di cancro“, ha dichiarato con voce ferma. Nessun dettaglio sulla malattia o sulle cure; solo un accenno alla sofferenza degli ultimi mesi, vissuta lontano dalle telecamere e protetta dagli affetti più stretti. “Ha voluto restare a casa fino alla fine”, ha spiegato, sottolineando la scelta della moglie di rifiutare ospedali o trasferimenti. “Era la sua volontà più profonda”.
Fino a ieri circolavano solo voci sulle cause: alcuni media avevano parlato in modo generico di “malattia lunga”, ma solo nella tarda serata è arrivata la conferma ufficiale sul tumore. Il medico di famiglia non ha rilasciato commenti pubblici; dalla municipalità di Saint-Tropez è invece giunto un messaggio di cordoglio alla famiglia.
Le reazioni in Francia e nel mondo
La notizia della morte di Brigitte Bardot ha avuto subito un’eco ampia dentro e fuori dai confini nazionali. Il presidente Emmanuel Macron ha mandato un messaggio ai familiari: “Bardot è stata una figura centrale nella storia del cinema francese”. Dalla sua Fondazione, dedicata alla tutela degli animali, sono arrivati centinaia di messaggi; alcuni volontari si sono fermati davanti al crematorio con cartelli silenziosi.
Uscendo dalla cerimonia, Paul Watson ha raccontato ai giornalisti: “Per noi attivisti questa perdita pesa molto. Lei ha sempre sostenuto con coraggio e generosità ogni battaglia per gli animali”. Proprio questo impegno – spesso più noto delle sue interpretazioni cinematografiche – resta uno dei suoi lasciti più forti.
Tra cinema e impegno civile
Nata a Parigi nel 1934, Bardot aveva compiuto 91 anni lo scorso settembre. Lanciata dal film “Et Dieu… créa la femme”, era diventata volto della Nouvelle Vague e icona internazionale della bellezza anni Sessanta. Negli anni Ottanta però aveva abbandonato le scene per dedicarsi esclusivamente alla difesa degli animali. Nel tempo era diventata anche figura controversa per alcune posizioni politiche e sociali; non sono mancate polemiche e distanze rispetto ad alcune sue dichiarazioni pubbliche.
Il funerale sobrio riflette forse questa complessità: pochi ospiti scelti con cura, niente spettacolo intorno al dolore. Dopo una breve benedizione laica e poche parole in ricordo da parte di Mireille Mathieu – la voce rotta mentre leggeva una poesia francese –, la sala si è svuotata lentamente.
In quel momento i primi raggi del sole hanno illuminato il vialetto alberato davanti al crematorio. Un uomo anziano – cappello calato sugli occhi – si è fermato qualche istante in silenzio prima di andarsene. “Era l’unica”, ha sussurrato a chi gli stava accanto, quasi senza farsi sentire.
Così Parigi oggi ha salutato Brigitte Bardot: come lei avrebbe voluto, senza clamore ma con il rispetto sincero di chi non dimentica.





